Lions Club Roma San Paolo

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Progetto ‘Educhiamo alla Legalità’ con Giuseppe Antoci all’Agrario G.Garibaldi di Roma

Progetto ‘Educhiamo alla Legalità’ con Giuseppe Antoci all’Agrario G.Garibaldi di Roma
Aprile 11
14:51 2019

Legalità? Si, grazie!

Nell’ambito del Progetto Legalità del Lions Club Roma San Paolo il 9 aprile 2019 si è svolto un incontro delle quarte e quinte classi e degli insegnanti dell’Istituto Tecnico Agrario “Giuseppe Garibaldi”  di Roma con il Dott. Giuseppe Antoci.

Antoci è stato Presidente del Parco dei Nebrodi dal 2013 al febbraio 2018. Nel 2014 ha introdotto nel Parco un protocollo, noto proprio come “Protocollo Antoci” per l’assegnazione degli affitti dei terreni agricoli, che di fatto ha escluso le società mafiose dalla partecipazione e assegnazione dei bandi.

Preceduto da una breve presentazione del Presidente del Club, Michele Salvemini, Giuseppe Antoci, definito da Andrea Camilleri (padre di Montalbano) “un eroe dei nostri tempi”, ha cominciato il suo intervento raccontando ad un attento uditorio come prima dell’attivazione del “Protocollo” la legge prevedesse che per la partecipazione a bandi di valore inferiore a 150.000 euro, non fosse necessario presentare il certificato antimafia rilasciato dalla Prefettura, ma una semplice autocertificazione. In questo modo società a matrice mafiosa, presentando false autocertificazioni e facendo leva sull’intimidazione verso altre società regolari interessate, si vedevano assegnati i terreni in totale solitudine ed ottenevano finanziamenti europei all’agricoltura che solo in Sicilia hanno raggiunto un valore di circa 5 miliardi di euro, destinati a finanziare attività illecite.

Antoci incontra gli studenti dell’Agrario G.Garibaldi

L’applicazione del “Protocollo” ha fatto sì che venissero richiesti certificati antimafia anche per partecipare a bandi di valore inferiore a 150.000 euro, escludendo di fatto le società di comodo a matrice mafiosa. Inoltre sono state riesaminate tutte le posizioni in essere e tale verifica ha portato ad annullamenti di appalti ottenuti, sequestri, arresti di esponenti delle principali famiglie mafiose della Sicilia. Il “Protocollo Antoci” è stato recepito dal nuovo codice antimafia il 27 settembre 2017 e adesso viene applicato in tutta Italia.

L’attenzione dei ragazzi si è fatta ancora più intensa quando Antoci, che per questa sua attività vive da tempo sotto scorta, ha raccontato come nella notte del 18 maggio 2016 è stato vittima di un attentato mafioso dal quale è uscito illeso grazie all’auto blindata e all’intervento della scorta.

Rivolgendosi ai ragazzi, Antoci ha detto: “Ho tre figlie della vostra età che non possono andare a un concerto o a prendere un gelato quando vogliono. La nostra vita è complicata, la nostra casa è presidiata dall’esercito. Sapevo che avrei rischiato la vita”.  Quando la situazione è divenuta critica, Antoci ha chiesto alla sua famiglia se dovesse smettere e la figlia maggiore gli ha risposto: “Continua papà. Noi siamo con te”. Così ha raccontato ai tanti studenti sempre più interessati e coinvolti ai quali  ha parlato del valore della legalità e del senso della scelta: “Dobbiamo decidere da che parte stare. Nella vita c’è un prezzo da pagare per tutti. Sono convinto, però, che di Antoci ce ne sono milioni, le persone per bene sono di più. Anche io ho paura, sono un uomo come tutti, ma la paura va trasformata quando non si è soli. Alle mie figlie e ai ragazzi dico, infine, che non si educa con quello che si dice, ma con quello che si è. Il nostro Paese non ha bisogno di eroi e simboli. Io ho fatto il mio dovere e fare il proprio dovere deve essere normale. Lo dico a voi ragazzi che, nella vita, vi troverete di fronte molti bivi  e dovrete decidere che strada prendere”.

L’incontro è proseguito con numerosi interventi di studenti e professori su svariati argomenti di grande attualità nel nostro Paese, in primis le tematiche legate all’immigrazione, a dimostrazione che questi ragazzi, che come dice lo stesso Antoci “non sono solo il nostro futuro, ma soprattutto il nostro presente”, anche grazie agli strumenti tecnologici a loro disposizione, si tengono informati e se talvolta hanno idee confuse, spetta a noi adulti dare loro i mezzi interpretativi, aiutarli ad uscire dagli stereotipi e a costruirsi una coscienza critica ed autonoma.

L’attenzione, il coinvolgimento, i ringraziamenti dei ragazzi per aver loro fatto incontrare una persona di grande coraggio e spessore morale ci dimostrano che siamo sulla giusta strada nel tentativo di riportare l’insegnamento dei principi della legalità tra i nostri giovani.

Salvatore Condorelli

Vice Presidente Lions Club Roma San Paolo

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