Lions Club Roma San Paolo

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Stiamo sempre sul chi vive, la truffa è dietro l’angolo. Cosa possono fare i Lions ?

Stiamo sempre sul chi vive, la truffa è dietro l’angolo. Cosa possono fare i Lions ?
Marzo 04
17:29 2019

Stiamo sempre sul chi vive, la truffa è dietro l’angolo.

E’ ormai una settimana che leggiamo sui giornali o ascoltiamo in TV della cosiddetta “truffa dei diamanti”: Due società che commerciano in gioielli, con la complicità (almeno così pare) di spregiudicati funzionari di alcune importanti banche, proponevano come investimento sicuro e bene rifugio l’acquisto di pietre preziose.

Ovviamente l’investimento si è rivelato tutt’altro che rifugio e gli acquirenti, tra i quali anche figure note dello spettacolo e del mondo imprenditoriale, hanno finito per perdere la gran parte dei soldi investiti. Fino a qui niente di nuovo sotto il sole. Simili truffe ce ne sono state in passato (clamorosa quella in campo immobiliare che vide coinvolta anche Alda d’Eusanio) e altre ce ne saranno in futuro.

Quello che rende particolarmente antipatica, e per certi versi emblematica, quest’ultima è il coinvolgimento di alcune banche, istituzioni che dovrebbero godere e meritare la fiducia dei clienti e che purtroppo sempre più spesso si comportano in modo ambiguo. Ad onor del vero, vista la caratura degli Istituti coinvolti, ci sorge il dubbio che forse anche le banche e i relativi funzionari potrebbero essere più truffati che truffatori, in sintesi avrebbero potuto essere in buona fede prendendo per buono l’investimento. Se così fosse, ma questo lo stabilirà il magistrato, non si tratterebbe forse di truffa, ma di scarsa professionalità, di poca conoscenza dei meccanismi dei mercati finanziari, certamente si.

Ho sempre sostenuto che non esistono buoni o cattivi investimenti in assoluto, ma investimenti adatti a talune tipologie di persone e inadatti ad altre. Ebbene anche in questo caso siamo di fronte ad una fattispecie di questo tipo.

L’investimento in pietre o metalli preziosi, così come in opere d’arte non è necessariamente un cattivo affare, a patto di avere determinate caratteristiche come investitore e di conoscere e non sottovalutare alcuni aspetti tipici di questo genere di investimenti.

Se si vuole procedere, la prima cosa da fare è ottenere una stima esatta sia sulla qualità dell’oggetto, sia sull’effettivo valore corrente dello stesso. Tale stima deve essere affidata a personale qualificato e di provata esperienza (esistono numerose case d’aste e istituti gemmologici) e non ci si può certo accontentare di quello che dice una brochure illustrativa.

Anche una perizia effettuata con tutti i crismi, però, ci fornisce soltanto una valutazione dell’oggetto d’arte o della pietra o del metallo prezioso, una valutazione basata sulla quotazione vigente in quel momento di mercato, che non offre alcuna garanzia sul valore futuro.

E qui interviene un secondo aspetto importantissimo, la liquidità del mercato di riferimento. Non si tratta di un Titolo di Stato o di un’azione quotata sui principali mercati azionari o di un Fondo Comune d’investimento dei quali è facile ottenere un prezzo certo, minuto per minuto, ed una controparte per l’acquisto o la vendita in continuo. Il mercato per la tipologia degli investimenti presi in esame è totalmente illiquido. Il che vuol dire che se non trovi una controparte interessata e non fissi un prezzo con una trattativa diretta, rischi che l’investimento ti resti sul groppone.

Ragionando per assurdo, supponendo che qualcuno di noi possegga un quadro di un pittore anche famoso e importante come ad esempio De Chirico, Fontana ecc, potrebbe essere convinto di avere in casa una piccola fortuna. E così potrebbe essere, ma per poterlo sapere non basta una quotazione o una stima, se si volesse venderlo ci si dovrà affidare ad un mercante d’arte o ad una casa d’aste e qui potrebbe scattare la sorpresa. Il prezzo di vendita sarà determinato dalle offerte dei possibili acquirenti e potrebbe essere molto distante da quello immaginato o letto in un catalogo, per quanto serio ed affidabile.

Per noi comuni mortali un esempio che calza è quello del mercato immobiliare. Quanti di noi sono stati convinti, anche con la complicità di spregiudicati agenti immobiliari interessati ad ottenere un incarico di vendita, che un immobile di proprietà valesse una cifra rilevante e poi, quando lo abbiamo messo in vendita, o non siamo riusciti a venderlo o ci siamo dovuti accontentare di un prezzo molto più basso di quello immaginato?

Diamo un senso a tutto ciò e riassumiamo le regoli basilari che un investitore medio come noi deve sempre osservare, chiunque gli proponga un investimento.

  1. Diversificare gli investimenti. E’ quello che fanno i fondi comuni, all’interno dei quali si trova un ampio numero di titoli in modo che se un emittente dovesse non pagare o andare in bancarotta la perdita peserebbe molto relativamente sul portafoglio complessivo.
  2. Scegliere investimenti liquidi. Concentrarsi su obbligazioni, azioni, valute, (meglio se tramite un Fondo Comune d’investimento) quotate su mercati dove ci siano scambi in continuo e in assoluta trasparenza e se proprio volete investire in oro o metalli preziosi in genere o in commodity (materie prime) fatelo tramite un ETF o un Fondo Comune che potete liquidare in ogni momento in totale sicurezza e trasparenza.
  3. Tenere conto della tipologia d’investimento rispetto al tipo di investitore che siamo. Se ad un nostro parente ultraottantenne viene proposto un investimento della durata di vent’anni, c’è qualcosa che non va.
  4. Ed infine attenzione a chi date la vostra fiducia. Non basta trincerarsi dietro allo sportello di una banca importante per essere, seppure in buona fede, competente e preparato.

Come abbiamo visto incappare in questo genere di truffe o anche più semplicemente sbagliare investimento è più facile di quello che si crede e non risparmia nessuno, più o meno abbienti, più o meno acculturati. Non è un caso che gli investitori italiani siano molto in fondo alle classifiche internazionali in quanto a cultura finanziaria.

Così questo genere di problemi diventa un’emergenza sociale, anche perché cittadini che, o per truffa o per cattiva informazione, perdono tutti i loro risparmi incideranno pesantemente sul Welfare State. Noi Lions dovremmo in qualche modo intervenire.

Tra le nostre fila esistono molti professionisti del settore che potrebbero informare, dare elementi di base, magari con il supporto e l’affiancamento di Comuni e Municipi.

Nel giugno del 2016 fui invitato, allora Tesoriere Distrettuale, come relatore ad una conferenza dibattito, organizzata da alcuni Club romani dal titolo “Etica e Finanza”. La numerosa presenza di intervenuti e le molte domande ricevute mi fecero capire della necessita e bisogno di comprendere da parte di molti i corretti comportamenti da seguire.

Ecco, dovremmo proseguire su quella falsariga con incontri periodici sull’argomento, o con progetti di vario tipo, come ad esempio quello immaginato dal nostro Club in collaborazione con il Municipio VIII di Roma Capitale, che intende fornire ai cittadini strumenti di pianificazione finanziaria familiare, come d’altronde avviene da molto tempo in Gran Bretagna dove è lo Stato a fornire ai cittadini questo servizio poiché ricerche effettuate hanno dimostrato che una corretta pianificazione finanziaria familiare e conseguentemente cittadini più abbienti consentono grandi risparmi allo Stato in termini di assistenza futura.

 

Salvatore Condorelli

Vice Presidente 2018/2019 Lions Club Roma San Paolo

Consulente Finanziario iscritto all’Albo Unico Nazionale